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Il paziente: Uomo, 44 anni, CARPENTIERE IN FERRO

Segnalato da
L.Banchini
Settore produttivo
CARPENTERIA MECCANICA
Anzianità lavorativa specifica
7
Note anamnestiche
Il caso è stato affrontato presso un'ambulatorio specialistico di medicina del lavoro. Il lavoratore è stato inviato dal medico competente.

Anamnesi lavorativa: l'attività del signore consiste nel riparare i cassoni della nettezza urbana; in particolare li raddrizza (mette in simmetria quelli fuori sagoma) utilizzando la mazza (un martello di circa 6-7 kg) tenendola con entrambe le mani ; con tale mazza dà colpi sul cassone all’altezza del petto e eseguendo un movimento da destra a sinistra. Circa una volta al mese vi sale sopra e colpisce il cassone dall’alto verso il basso. Talvolta esegue manovre di avvitamento di prolunghe su pistoni del peso di 4-5 kg che tiene con le braccia.

Con frequenza quasi quotidiana esegue il raddrizzamento delle lame battendo con la destra (col martello) sul cassone e tenendo con la sinistra la lama per evitare il contraccolpo. Svolge tale attività per circa un’ora e mezza al giorno e talvolta anche per 3 ore consecutive.

Anamnesi patologica remota: riferisce l'insorgenza, all'età di 43 anni, di due ernie discali a livello di L4-L5 L5-S1.

Nel settembre 2000 fu quindi sottoposto ad intervento chirurgico in artroscopia a livello di L4-L5.

Attualmente residua una lieve lombalgia quasi quotidiana per la quale non assume alcun farmaco.
Segni e sintomi
Da circa 4-5 anni riferisce l'insorgenza di artralgia al gomito sinistro.

Il dolore si manifestava soprattutto nei movimenti di prono-supinazione e di flesso-estensione dell'avambraccio, nel sollevamento e nella presa di oggetti con la mano sinistra.Talvolta il dolore insorgeva di notte svegliando il paziente.

Per tale sintomatologia si è quindi recato al reparto di ortopedia dell'Ospedale di Carrara dove fu fatta diagnosi di Epicondilite e dove fu sottoposto ad infiltrazione di cortisonici.

Dopo circa un anno e mezzo, durante il quale ha goduto di buona salute, si è nuovamente sottoposto ad un ciclo di infiltrazioni di cortisonici. Dopo un mese di benessere è nuovamente comparso il dolore e da circa un anno il gomito appare spesso tumefatto

Esame obiettivo apparato osteoarticolare : gomito sinistro: lievissima tumefazione in zona olecranica; non dolorabilità alla manovra di flesso-estensione; dolorabilità spiccata a livello dell'epicondilo laterale e dolorabilità alla prono-supinazione. Dolorabilità alla palpazione dei muscoli epicondiloidei ed epitrocleari.

Test di Cozen positivo, Test di Mill positivo, Test del gomito di giocatore di golf negativo.

Gomito destro: nella norma.

Rachide cervicale: non dolorabilità alla palpazione delle apofisi spinose, dei muscoli paravertebrali e dei trapezi. Motilità conservata e non dolente.

Rachide dorsolombare: non dolorabilità alla digitopressione delle apofisi spinose; Lasegue negativo bilateralmente.

Riflessi osteotendinei bicipitale e radiale: normoreflessia bilateralmente.
Esami effettuati
Radiografia gomito sx : “Microsperone olecranico posteriore”.

Visita ortopedica : “Epicondilite gomito sinistro. Si consiglia Artrotec cp., sedute di ionoforesi con Artrosilene fiale e sedute di laserterapia “.
Diagnosi/Sospetto diagnostico
Epicondilite laterale sinistra. Non è possibile concludere per una eziologia professionale della patologia.
Giudizio di idoneità
Si consiglia di esprimere giudizio di non idoneità alla mansione specifica.

Sulla base dell’analisi dell’attività lavorativa del Pz, così come ci è stata riferita, e tenuto conto che i fattori di rischio necessari per lo sviluppo di una CTD sono i sopracitati, si ritiene che:

-le mansioni effettuate dal pz. non richiedono particolari sviluppi di forza;

-la ripetitività delle azioni non sia particolarmente elevata;

-non vi siano posture incongrue mantenute per lungo tempo;

-vi siano sufficienti tempi di recupero durante il turno lavorativo.

Inoltre la presenza di un microsperone olecranico posteriore, come rilevato alla radiografia, fa presupporre la presenza di un fenomeno cronico degenerativo di tipo artrosico, tra l’altro sviluppatosi a sinistra piuttosto che a destra. Avremmo potuto considerare l’eventuale azione concausale dell’attività lavorativa nel caso in cui la patologia si fosse manifestata a destra sull’arto responsabile delle azioni di forza e ripetitive; i contraccolpi subiti dall’arto sinistro durante la raddrizzatura delle lamiere non possono essere considerati fattore concausale essendo l’articolazione ferma durante il movimento.

Commenti (2)

1. Caso interessante

Il caso descritto risulta interessante, oltre per la ricchezza di dati anamnestici e semeiologici, per la problematica posta dal possibile intreccio di patologie di tipo degenerativo con mansioni particolarmente gravose o rischiose.

In questi casi il problema principale è costituito dal giudizio di idoneità alla mansione e corretto ci sembra aver indicato una non idoneità nel caso in questione.

(La Redazione 11/05/2002)

2. Bel caso, non concordo sui rilievi medico legali

Il caso è ben illustrato, tuttavia, sotto il profilio biomeccanico la fissità articolare rileva con maggiore incidenza nell'estrinsecarsi del danno articolare da microtraumatismo (contraccolpi ripetuti), pertanto, in assenza di altri fattori di rischio extralavorativi in grado di assumere rilevanza di causa unica esclusiva sopravventuta, nell'ottica della tutela assicurativa sociale sulle malattie professionali così come delineata dalla Corte Costituzionale, ritengo sarebbe stato utile procedere alla denuncia di malattia professionale.

(enmagg 07/06/2002)

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