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Interazione tra medico di medicina generale e medico del lavoro in relazione alla riabilitazione al lavoro: una indagine Delfi

Inserito il
24/09/2003
Rivista
Occupational Medicine
Riferimento
Occupational Medicine 53:249-253 (2003)
Recensione a cura di
Ernesto Ramistella
Autore
D.G. Beaumont, Business Healthcare, Mansfield Woodhouse, Notts, UK

Riflessione

Nonostante le differenze della situazione geografica e normativa tra l’estensore della ricerca e la situazione nazionale italiana, è interessante riprendere l’articolo perché pone sul tappeto un problema pratico importante sul quale - prima o dopo - un po’ tutti i medici “competenti” sono chiamati a confrontarsi. Non sempre, infatti, esiste una interpretazione univoca della inabilità e/o della invalidità al lavoro e alla mansione specifica quando medici di base o specialisti di varie discipline sono chiamati a esprimere una sorta di “valutazione” sulla abilità residua di pazienti da loro trattati in seguito a patologie di varia natura, derivanti sia da infortuni sul lavoro/malattie professionali che da traumatismi extra-lavorativi o patologie comuni.
Ciò può ingenerare gravi conseguenze e delicatissime situazioni per l’instaurarsi di pervicaci aspettative (più o meno legittime) del lavoratore a cambiare mansione o, viceversa, a perseverare in mansioni, attività o lavorazioni cui non è più idoneo. Riprendendo le conclusioni dello studio citato, in effetti sarebbe opportuna (e auspicabile) una maggiore comunicazione tra i colleghi delle varie discipline, tenuto conto che il medico competente è l’unico in grado di esprimere un giudizio di idoneità alla mansione specifica che riveste il lavoratore “invalido”, anzi ne ha il dovere, ben normato e sancito dalla legge e dalla successiva giurisprudenza in merito.

Commenti (1)

allergia da contatto

dal novembre 2004, ho avuto episodi di allergia da contatto sia alle mani che ai piedi. Dopo essermi rivolto ad un allergologo ed aver fatto innumerevoli test sia su alimenti vari che su materiali vari, sono risultato allergico sia al latice che alla resina p-ter- butilfenol-formaldeidica due elementi che sono vengono utilizzati nell'industria delle calzature, in quella automobilistica, in ambito odontoiatrico e altrove. Quella delle scarpe è senz'altro la questione più problematica, perchè al contrario di molti prodotti in commercio nelle calzature non sono mai mensionati i materiale usati per la fabbricazione. Mi chiedevo se qualcuno ha informazioni o consigli al riguardo. Grazie

(baldando 14/02/2005)

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