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34 CREDITI ECM - LE PATOLOGIE OSTEOARTICOLARI LAVORO CORRELATE DEGLI ARTI SUPERIORI- CLINICA, VALUTAZIONE DEL RISCHIO, GIUDIZIO DI IDONEITA'

Segnalato da
Medlavecm formazione

Generalità

Tipologia
Corso
Dimensione dell'evento
Nazionale
Crediti Ecm
34

Logistica

Inizio
13:00 del 08 Set 2017
Fine
21:00 del 09 Set 2017
Dove
MILANO MARITTIMA (RA)
Costo
350 Euro + IVA
Posti
35

Organizzazione

Organizzatore
MEDLAVECM
Segreteria scientifica
Dott. Stefano Maso - Medico competente specialista in Ergonomia Università di Padova
Segreteria organizzativa
Medlavecm di dr.ssa Elena Cipresso
3400750760
formazione@medlavecm.it
www-medlavecm.net

Oratori

Prof. Franco Franchignoni - Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa
dott. Stefano Maso - Medico competente specialista in Ergonomina
dott. Giuseppe Porcellini - Specialista in ortopedia e traumatologia - Chirurgia della Spalla
dott. Carmine Iaccarno - Inail

Descrizione

SUMMER SCHOOL 2017

Le patologie occupazionali muscolo-scheletriche degli arti superiori possono essere definite come alterazioni delle unità muscolo-tendinee, dei nervi periferici e del sistema vascolare, per lo più includenti forme tendinee (tendiniti, peritendiniti e tenosiviti alla mano, al polso e alla spalla, epicondiliti al gomito) e da intrappolamento nervoso (sindrome del tunnel carpale, del tunnel radiale, del pronatore, sindrome del canale di Guyon). I CTD (Cumulative Traume Disorders) sono disturbi a genesi multifattoriale, occupazionale, extra-lavorativa ed individuale, riscontrabili nella popolazione non esposta a rischi lavorativi, in conseguenza di fattori causali locali o generali, dell’invecchiamento dell’individuo, della presenza di patologie dismetaboliche ed altro. Possono essere però aggravati se la propria attività lavorativa comporta movimenti e/o sforzi fisici ripetuti degli arti superiori, postura incongrua, uso costante di forza, inadeguate pause nella ripetizione dei compiti lavorativi.
Nella letteratura internazionale molti acronimi sono utilizzati per descrivere sinteticamente i disturbi dell’arto superiore e per indicarne la origine occupazionale. Tra questi, la sigla ULWMSDs (Upper Limb Work related Muscoloskeletal Disorders) raggruppa tutti i disturbi e le patologie provocate dallo svolgimento di attività manuali ripetitive in ambito lavorativo. Gli UL-WMSD sono in forte crescita in tutto il mondo industrializzato e rappresentano ormai uno dei principali argomenti di interesse e di intervento nel campo della prevenzione e tutela della salute dei lavoratori: le ricerche evidenziano come gli UL-WMSDs sono attualmente riconosciuti come una delle principali cause occupazionali d’invalidità e sono quindi fonte di rilevanti problemi sanitari e sociali e di costi economici che incidono su bilanci, strategie occupazionali e politiche socio-economiche. Ricerche scientifiche effettuate negli ultimi dieci anni su 15 Paesi Europei evidenziano:
• una percentuale elevata della popolazione lavorativa esposta a movimenti ripetuti per almeno la metà del proprio tempo.
• il 17% dei lavoratori affetto da dolori muscolari agli arti superiori e/o agli arti inferiori correlati con il lavoro (OSHA, 2000);
• assenze medie dei lavoratori soggetti a movimenti ripetuti o a lavori pesanti molto superiori a quelle dei lavoratori non esposti, con costi stimati per i disturbi muscolo-scheletrici nel complesso che incidono per il 0.5- 2% sul PIL.
I disturbi principali che caratterizzano il UL-WMDSDs sono principalmente:
• dolori articolari (a dita, polsi, gomiti, spalle) durante i movimenti nelle fasi iniziali, successivamente anche quando si è a riposo;
• riduzione della funzione motoria negli stadi più avanzati (con conseguenti mancanza di forza, caduta di piccoli oggetti dalle mani, riduzione del movimento articolare, etc.);
• persistenti formicolii agli arti superiori durante la notte, accompagnati anche da sensazioni di freddo o disturbi della sensibilità.

Questi disturbi possono essere aggravati da movimenti e/o sforzi fisici ripetuti degli arti superiori, da postura incongrua, da uso costante di forza, da mancanza di adeguate pause nella ripetizione dei compiti lavorativi. Specifiche attività extralavorative, condotte abitualmente e per lunghi periodi, una certa predisposizione individuale, l’età dell’individuo ed il sesso possono ulteriormente influenzare nel tempo i sintomi.
In particolare, i fattori occupazionali che maggiormente influenzano l’insorgere delle patologie sono:
• movimenti ripetitivi;
• alta frequenza e velocità nell’esecuzione dei compiti lavorativi;
• uso di forza;
• posture incongrue;
• compressione continuativa di strutture tendinee durante le operazioni lavorative;
• recupero insufficiente;
• vibrazioni;
• disergonomia degli strumenti;
• uso di guanti inadeguati;
• esposizione continuativa a temperature basse;
• lavoro a cottimo;
• parcellizzazione del lavoro;
• inesperienza lavorativa, che determina una “non ottimizzazione” dei movimenti durante il lavoro.

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