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Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide

Questo argomento ha avuto 9 risposte ed è stato letto 369 volte.

MonicaCavicchioli

MonicaCavicchioli
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  • Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (03/07/2026 09:05)

Giovane donna iscritta al primo anno del corso di laurea in Scienze Infermieristiche con scoliosi dorsale strutturata (gibbo dorsale).In corso di visita preventiva porta in visione referto ortopedico che riporta la diagnosi sopra riferita, indicazioni ad eseguire terapia riabilitativa ed ipotesi di correzione chirurgica.

Certezze: lo studente e' equiparato ad un lavoratore,la movimentazione manuale dei carichi non e' effettuata in autonomia; pertanto la prescrizione di un rigoroso uso degli ausili maggiori e minori le permetterebbe a mio parere di terminare il corso universitario.

Dubbi:quale futuro per questa giovane infermiera che in fututo al momento della idoneita' per l'assunzione sul giudizio di idoneita' e' riportata una limitazione alla movimentazione dei carichi tale da pregiudicare l'assunzione?

Suggerimenti?

Grazie

annuscor

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (03/07/2026 19:20)

Il ragionamento non tiene conto dell’obbligo del Datore di Lavoro di mettere in atto tutte le misure previste dalla normativa per il controllo del rischio. Non si può parlare di idoneità senza valutazione del rischio. E’ un modo di ragionare di 50 anni fa che alla fine riduce la medicina del lavoro a selezione dei cavalli da corsa. In un ospedale “sicuro” con OOSS e ausili adeguati il reale rischio di MMC per l’infermiere attualmente è molto contenuto e la ragazza, se ha voglia di fare l’infermiera, non deve essere bloccata dal MC ma aiutata a orientarsi tra le varie possibilità di inserimento lavorativo e collocata in sicurezza già durante il tirocinio

MonicaCavicchioli

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (03/07/2026 20:42)

Gentile collega

durante il tirocino gli stude nti frequentano sia Unita' Operative Ospedaliere che territoriali, come esempio, dal Repaeto di Cardiologia
all ambulatorio infermieridyico di una Casa di Comunita'.

fattori di rischio sono gli stessi ( biologico M.M.C) ma diversa e'
l esposizione riportata nello specifico D.V.R.

Oggi ripensanfo al caso sono orientata a condiderare non la diagnosi anatomica ma l evidenza di assenza di sintomi e di limitazioni funzionali.

Raccomandazioni in merito alle corrette norme di ergonomia, all utilizxo degli ausili pet la M.M.C finalizzati alla prevenxione del sovraccarico biomeccanico del rachide.

Evoluzioni future?

Grazie

faggiano.danilo

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (06/07/2026 07:24)

Riportare una limitazione nel giudizio di idoneità di uno studente non lo marchia a vita. Abbiamo visto lavoratori che guariscono e si ammalano in 30 secondi di firma del tempo indeterminato o quando volevano trasferirsi da una struttura ad un'altra dove si richiedeva l'idoneità piena.

Se ci sono gli estremi per una limitazione alla MMC, a mio modo di vedere non si può omettere, ovviamente per la tutela della salute (esiteremmo per questo). A meno che non vogliamo fare la solita medicina del lavoro del girare la frittata a seconda della convenienza amministrativa e non di salute.

La MMC DEVE avvenire sempre con ausili quando il rischio lo impone. Un lavoratore senza patologie di rilievo NON è autorizzato a movimentare pazienti senza ausili sol perchè è appunto "sano".
Quindi riportare la prescrizione "deve usare gli ausili per ..." è come dire che un lavoratore esposto a rumore "deve utilizzare le cuffie". E' già obbligatorio che lo faccia.

A pensar male si fa peccato ma ci s'azzecca!

MonicaCavicchioli

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (09/07/2026 18:29)

Gentili colleghi

mi sono ricreduta ed ho seguito i vostri consigli esprimendo un giudizio di idoneità con limitazione alla Movimentazione Manuale Pazienti/Carichi:da abibire ad attività - compiti in fascia MAPO/SUVA VERDE.

La studentessa ha condiviso il giudizio e nel frattempo proseguirà l'iter terapeutico intrapreso per la sua patologia nota.

Grazie

mantello

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (12/07/2026 23:30)

Credo che in tema di idoneità degli studenti dei corsi di laurea sanitari sia importante il riferimento a ll decreto 4.7.96 del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica che recita (art 1.6) “…L’ammissione al Corso avviene previo accertamento medico di idoneità psico-fisica per lo svolgimento delle funzioni specifiche del singolo profilo professionale.” E’ evidente che il livello di rischio cui parametrarsi non è quello dello studente infermiere ma quello dell’infermiere. Le linee guida della SIMLII sulla sorveglianza sanitaria degli operatori esposti a rischio biologico approfondiscono e motivano questa indicazione (pag. 69). Si tratta ovviamente di un ragionamento applicabile a tutti i fattori di rischio. In sintesi si ritiene importante evidenziare sin dall’inizio degli studi la presenza di fattori che comportano una riduzione dell’idoneità lavorativa per tutelare la salute di un soggetto fragile. Il tema diviene rilevante anche sotto l’aspetto occupazionale in quanto alcuni bandi di concorso richiedono esplicitamente l’idoneità incondizionata alla mansione. E’ quindi importante, credo, valutare con parametri corretti l’idoneità lavorativa degli studenti e discutere con l’interessato le implicazioni delle idoneità limitate. I riferimenti sopra citati sono datati ma, a mio parere, non irragionevoli. Nel caso specifico mi pare chiaro che la condizione di fragilità non potrà che essere permanente e che d’altra parte le precauzioni da adottare nella MMC non possano essere quelle ovvie per i lavoratori “sani”. Credo che esistano posizioni di lavoro infermieristiche non interessate dalla MMC. Il problema è orientare verso di esse la formazione e riuscire poi a conseguirle. Potrebbero essere necessarie scelte più radicali in ordine al corso di studi.

Sonnambulo

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (13/07/2026 16:37)

annuscor il 03/07/2026 07:20 ha scritto:
Il ragionamento non tiene conto dell’obbligo del Datore di Lavoro di mettere in atto tutte le misure previste dalla normativa per il controllo del rischio. Non si può parlare di idoneità senza valutazione del rischio. E’ un modo di ragionare di 50 anni fa che alla fine riduce la medicina del lavoro a selezione dei cavalli da corsa. In un ospedale “sicuro” con OOSS e ausili adeguati il reale rischio di MMC per l’infermiere attualmente è molto contenuto e la ragazza, se ha voglia di fare l’infermiera, non deve essere bloccata dal MC ma aiutata a orientarsi tra le varie possibilità di inserimento lavorativo e collocata in sicurezza già durante il tirocinio

A mio parere quello che scrivi è fantascienza. In tutti gli ospedali che conosco e lavoro (oppure ho lavorato) la MMPZ/MMC per gli infermieri è tutt'altro che trascurabile. Come ha scritto in seguito Mantello è molto probabile che la fragilità in questione sia da considerare permanente e potenzialmente solo peggiorativa (figuriamoci appunto quando inizierà a lavorare). Questo aspetto deve essere chiaro a tutti i Medici Competenti che si troveranno a valutarla in visita preventiva e prima ancora al Datore di Lavoro che andrà ad assumerla. E' troppo frequente e insostenibile il caso di lavoratori, più spesso nel settore pubblico, anche molto giovani, che entrano apparentemente "sani" e dopo nemmeno un anno reclamano limitazioni a vita.

annuscor

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (13/07/2026 19:13)

Sonnambulo il 13/07/2026 04:37 ha scritto:


A mio parere quello che scrivi è fantascienza. In tutti gli ospedali che conosco e lavoro (oppure ho lavorato) la MMPZ/MMC per gli infermieri è tutt'altro che trascurabile. Come ha scritto in seguito Mantello è molto probabile che la fragilità in questione sia da considerare permanente e potenzialmente solo peggiorativa (figuriamoci appunto quando inizierà a lavorare). Questo aspetto deve essere chiaro a tutti i Medici Competenti che si troveranno a valutarla in visita preventiva e prima ancora al Datore di Lavoro che andrà ad assumerla. E' troppo frequente e insostenibile il caso di lavoratori, più spesso nel settore pubblico, anche molto giovani, che entrano apparentemente "sani" e dopo nemmeno un anno reclamano limitazioni a vita.

Solo due considerazioni::
1) Attualmente è cambiato il profilo professionale dell’infermiere rispetto al passato: le attività di assistenza generica e igiene del paziente (e quindi la movimentazione manuale o meccanica dei pazienti) è compito di altri operatori (OSS, OTA) mentre l’infermiere effettua compiti più “sanitari”;
2) Rispetto alla “fantascienza” è proprio questo il problema se il MC vuole essere soggetto attivo di prevenzione (partecipa alla valutazione del rischio magari dando una mano alla corretta valutazione del MAPO, effettua formazione in materia ergonomica, diventa consulente attivo del DL) oppure seleziona i cavalli da corsa.
In Puglia da parecchi anni, grazie anche alla sensibilità di alcuni operatori degli SPESAL e alla collaborazione dei colleghi della Fondazione IRCCS Ca' Granda di Milano, sono stati effettuati corsi di formazione obbligatori per MC e operatori del SPP delle ASL con pressione da parte della Regione anche sulle Direzioni Strategiche per la messa in sicurezza degli ospedali con dotazione di sollevatori e ausili minori. Non tutto è andato bene, come tutte le cose nel Pubblico, posso però dire che nella mia ASL le idoneità con limitazione sono calate a livello fisiologico e i mc non esprimono più giudizi generici di idoneità con limitazione per MMC o MMP ma idoneità rispetto alle valutazioni MAPO del reparto (in altri termini se il rischio MAPO è in fascia verde l’operatore con ernia del disco in genere continua a lavorare in reparto). In questa esperienza i MC sono stati fondamentali a creare cultura e responsabilizzazione della Dirigenza e questo non mi sembra fantascienza ma solo profondo convincimento nel proprio ruolo e voglia di occuparsi realmente della sicurezza dei nostri operatori

mantello

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (18/07/2026 18:23)

E’ vero che il mondo sanitario cambia; ma non in linea retta. Accanto allo shifting delle mansioni di movimentazione pazienti (che comunque qualcuno deve continuare a svolgere) è verificato l’ aumento dell’età e dell’anzianità lavorative medie, la contrazione degli organici, l’aumento del turn over dei pazienti, l’aumento dei paziento “acuti”, il fenomeno del boarding.
Anche la presenza di ausili di per sè non è garanzia assoluta: devono essere efficaci, efficienti, usabili ed utilizzati. Condizioni che, pur presenti nel DVR, non sempre sul campo si verificano tutte insieme per motivi intuibili.
Quanto al metodo MAPO, come tutti gli algoritmi in cui la valutazione di parametri o di pesi attribuiti è soggettiva, costituisce un ottimo strumento per chi lavora in buona fede…ma anche per chi in buona fede non è.
Mi pongo anche un altro problema: posto che un MAPO in fascia verde si possa ritenere protettivo per i lavoratori “sani” lo è altrettanto per i portatori di ernia discale (che magari ha già dato sintomi) o per la studentessa da cui siamo partiti?
Un ulteriore tema: la percentuale “fisiologica” di lavoratori con limitazioni. Esiste un criterio per definire un “range” di percentuali?.
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Infine un’altra domanda: come influisce la percentuale di operatori con limitazione alla MMC operante in reparto sul calcolo dell’indice MAPO applicabile agli altri operatori?
Provo a spiegarmi: un reparto con MAPO verde tende inevitabilmente a “collezionare” operatori con limitazioni alla MMC. A questo punto il MAPO per gli operatori senza limitazioni rimane necessariamente verde?
Tutto quanto sopra per concordare sul fatto che il ruolo del MC non solo è decisivo per attuare la prevenzione ma che è anche parecchio complesso

Sonnambulo

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  • Re: Studentessa iscritta al Corso di Laurea Scienze Infermietistiche con patologia al rachide
  • (20/07/2026 13:50)

annuscor il 13/07/2026 07:13 ha scritto:


Solo due considerazioni::
1) Attualmente è cambiato il profilo professionale dell’infermiere rispetto al passato: le attività di assistenza generica e igiene del paziente (e quindi la movimentazione manuale o meccanica dei pazienti) è compito di altri operatori (OSS, OTA) mentre l’infermiere effettua compiti più “sanitari”;
2) Rispetto alla “fantascienza” è proprio questo il problema se il MC vuole essere soggetto attivo di prevenzione (partecipa alla valutazione del rischio magari dando una mano alla corretta valutazione del MAPO, effettua formazione in materia ergonomica, diventa consulente attivo del DL) oppure seleziona i cavalli da corsa.
In Puglia da parecchi anni, grazie anche alla sensibilità di alcuni operatori degli SPESAL e alla collaborazione dei colleghi della Fondazione IRCCS Ca' Granda di Milano, sono stati effettuati corsi di formazione obbligatori per MC e operatori del SPP delle ASL con pressione da parte della Regione anche sulle Direzioni Strategiche per la messa in sicurezza degli ospedali con dotazione di sollevatori e ausili minori. Non tutto è andato bene, come tutte le cose nel Pubblico, posso però dire che nella mia ASL le idoneità con limitazione sono calate a livello fisiologico e i mc non esprimono più giudizi generici di idoneità con limitazione per MMC o MMP ma idoneità rispetto alle valutazioni MAPO del reparto (in altri termini se il rischio MAPO è in fascia verde l’operatore con ernia del disco in genere continua a lavorare in reparto). In questa esperienza i MC sono stati fondamentali a creare cultura e responsabilizzazione della Dirigenza e questo non mi sembra fantascienza ma solo profondo convincimento nel proprio ruolo e voglia di occuparsi realmente della sicurezza dei nostri operatori

Dev'essere per questo elevatissimo standard organizzativo e di assistenza che i pazienti pugliesi (e quelli del Sud Italia in generale) continuano a venire a farsi operare in Lombardia, e lo stesso dicasi per i concorsi pubblici degli infermieri.

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