Buongiorno,
sono un sanitario e vorrei porre un quesito agli specialisti.
lavoro in una uo ospedaliera che prevede la pronta disponibilità notturna.
Essendo riconosciuto invalido civile al 67% e legge 104 art 3 comma 1 per esiti di patologia oncologia da circa 20 anni ,ultimamente ho chiesto esenzione temporanea al mc dai turni di pronta disponibilità notturna.Ho avuto la possibilità di cambiare con un servizio molto piu regolare come turni di lavoro ma è un lavoro che non mi piace.al contrario adoravo il lavoro di prima ma essendo esonerato dalle pd non sono idoneo a quel servizio.
il quesito è il seguente e potrebbe aiutarmi a ripristinare un buon compromesso e tornare nel lavoro precedente.Il medico competente potrebbe dichiararmi un limite preciso numerico in termini di pronte disponibilità notturne entro le quali devo stare? il ccnl ne prevede 7 al mese ma se il mc mi riconoscesse un limite di 4 al mese ad esempio mi aiuterebbe molto a ritornare in quel servizio.E' fattibile o è obbligato a esonerare completamente da questo tipo di istituto senza entrare nel dettaglio?
Difficile rispondere al quesito in assenza di informazioni dettagliate sulla situazione di fatto (quali esiti di malattia neoplastica, quale la frequenza di chiamate in reperibilità, quale gravosità delle prestazioni rese in tale regime…) e quindi non ci provo nemmeno.
Qualche considerazione generale è comunque possibile, e forse interessante.
Il lavoratore chiede che gli venga disegnata una idoneità lavorativa sulla base dei suoi desiderata (il che non è, in sé, riprovevole)
Il MC ha l’ obbligo deontologico di ” protect and promote workers’ health, to sustain and improve their working capacity and ability,” (ICOH)
Quindi, in teoria, sinergia e non conflitto tra lavoratore e MC.
Nella realtà le cose son più complesse:
• Non necessariamente la richiesta del lavoratore ha la tutela della salute come obiettivo primario mentre per il MC dovrebbe esserlo .
• Qualsiasi limitazione della idoneità lavorativa comporta un peggioramento (più o meno importante e più o meno percepito dal lavoratore) della qualità del lavoro e delle possibilità di sviluppo professionale/di carriera. Di questo spesso il lavoratore non è consapevole o non viene reso tale dal MC.
Inoltre il MC non dovrebbe valutare il lavoratore come un pesce rosso isolato in una boccia di vetro, ma come parte di un branco di pesci che devono muoversi in gruppo all’interno dell’organizzazione del lavoro.
Sempre ICOH : compito del Medico del Lavoro è “contribute to the establishment and maintenance of a safe and healthy working environment for all”
E’ evidente che in un gruppo di lavoro, particolarmente se piccolo, quello che viene tolto ad uno dei membri viene caricato sulle spalle degli altri.
Credo che di tutte queste cose sia necessario discutere con il MC, senza escludere la valutazione delle conseguenze sul gruppo di lavoro delle limitazioni espresse.
Ringraziandola per il prezioso contributo vado a specificare che personalmente vorrei chiedere al MC un numero di reperibilità notturne pari a 5 che sommate alle 2 diurne che non mi pesano,verrebbero 7 ovvero il numero massimo consentito da ccnl del personale sanitari del comparto.Quindi di fatto non andrei a gravare su nessuno poichè numericamente adempierei perfettamente a quanto richiesto da ccnl,se poi nella mia realtà quel numero viene sforato,di fatto si configura una violazione del ccnl che ricade sull'Azienda e non sul lavoratore il quale spesso è costretto a violare tale norma per disposizioni aziendali.
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