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Il nuovo Testo Unico e il ruolo del Medico Competente - Giugno 2007

Si sono sprecate in questi anni le discussioni sul ruolo che ha avuto, dovrebbe avere e che avrà il medico competente nella generale attività di prevenzione nei luoghi di lavoro
Nel momento in cui si discute sul nuovo TU sembra importante che si apra un dibattito fra i colleghi, fra tutti i medici del lavoro, nelle sedi istituzionali, nelle Società Scientifiche e fra le parti sociali su questi aspetti.
Fra i temi che entrano in discussione vi sono la preparazione di questa figura di fronte ai compiti attribuitigli dalle norme, il background scientifico (qualcuno pensa che si possa svolgere questa attività senza un forte aggancio alla metodologia e alla cultura della medicina del lavoro), il suo ruolo nei rispetti della valutazione del rischio e della prevenzione, la qualità della sorveglianza sanitaria e, infine, la sua terzietà.

Su molti di questi temi la Simlii si sta fortemente impegnando e i risultati non tardano a farsi vedere. Il ruolo riconosciuto al Presidente Prof. Abbritti alla prossima Conferenza di Torino, l'attenzione mostrata dalle parti sociali alle proposte della Simlii, le aperture dei referenti del goverrno, del parlamento e delle regioni alle posizioni della nostra Società Scientifica di riferimento sono testimonianze sia del forte impegno messo in campo sia delle aperture di credito ottenute.

Particolare importanza assume il testo della delega al governo licenziata dalla Commissione del Lavoro della Camera per l'emanazione del TU che contiene ora questa frase:

g)revisione dei requisiti, delle tutele, delle attribuzioni e delle funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, compreso il medico competente, anche attraverso idonei percorsi formativi, con particolare riferimento al rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale; introduzione della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo;

L'aggiunta “compreso il medico competente” rafforza la speranza che il governo ( sulla linea delle Commissioni intercamerali delle ultime due legislature) voglia ridefinire le caratteristiche formative di questa importante figura della sicurezza colmando il vuoto che si era aperto con il tristemente famoso art. 1 bis del 2001 e riagganciando le posizioni europee che prevedono appunto la medicina del lavoro come metodo e prassi dell'attività del medico competente.

Occorre intensificare gli sforzi per ricreare le condizioni per una larga condivisione di alcuni obbiettivi unificanti fra tutti i colleghi che hanno a cuore le sorti della medicina del lavoro. Non è più tempo che i medici del lavoro dei servizi pubblici di prevenzione, degli enti, i medici del lavoro competenti, gli universitari si dividano per questioni professionali o peggio di potere. Alcuni obbiettivi devono trovare anche l'unità interdisciplinare degli operatori della prevenzione unificando gli sforzi per mantenere viva e rafforzare la struttura dei servizi di prevenzione delle ASL e vanificare i tentativi di indebolire il sistema sanzionatorio.
Come sito cercheremo di mantenere alta l'attenzione su questi aspetti e, a tal fine, siamo disponibili ad accogliere tutti i contributi che proverranno da tutti i fronti.

  • Prof. Alfonso Cristaudo, Medico del Lavoro - Direttore U.O. Medicina Preventiva del Lavoro - Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

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