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Il Prof. Abbritti a "Beha a colori"

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Trascrizione

Oliviero Beha: Buongiorno Prof. Abbritti.
Prof. Abbritti: Buongiorno Dott. Beha.
Oliviero Beha: Direttore dell'istituto di Medicina del Lavoro e Tossicologia dell'Università di Perugia e vicepresidente della Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (SIMLII), insomma, diciamo così, in questo senso, sindacalmente rappresentativo. Va bene detta così?
Prof. Abbritti: No.
Oliviero Beha: Vogliamo mettere le virgolette a "sindacalmente"?
Prof. Abbritti: Sì, diciamolo "sindacalmente" ma non è questo il nostro primo obiettivo.
Oliviero Beha: Rappresentativamente deputato a parlare del problema, va bene così?
Prof. Abbritti: Sì, certo.
Oliviero Beha: Senta, Prof. Abbritti, intanto la prima cosa che viene da pensare a chi ci ascolta è "forse è stato allargato ad esempio al Medico Igienista questa figura professionale (Medico Competente, ndr) perché c'erano troppo pochi Medici del Lavoro". È così?
Prof. Abbritti: No, la motivazione probabilmente può essere questa, però tenga conto, che come diceva la dottoressa è stato inserito questo articolo 1-bis senza che ci fosse alcun approfondimento.
Noi diciamo di no perché non esiste alcun emergenza riguardante il numero dei Medici Competenti che sono circa 9000.
Ma questo chi lo dice? Se lo dicessimo solo noi si potrebbe dire che lo dicono i Medici del Lavoro per loro interesse ma io vorrei citare due documenti che io sono ovviamente disponibile a fornire a chi vuole.
Il primo è un'indagine conoscitiva conclusa nell'Aprile del 1999 dalla Commissione "Lavoro e Previdenza Sociale" presieduta dal Sen. Smuraglia.
In questo documento la conclusione votata all'unanimità da tutti i componenti era che:
- non vi era nessuna necessità di inserire gli specialisti in Igiene e Medicina Legale tra i Medici Competenti
- i Medici Competenti erano sufficienti per le esigenze del paese e proporzionalmente più numerosi di quelli esistenti negli altri paesi dell'Europa Industrializzata, non in quella dell'Est
- i Medici Competenti svolgevano i loro compiti in modo qualitativamente adeguato
Oliviero Beha: Allora, secondo lei, Prof. Abbritti, perché è stato inserito questo codicillo?
Prof. Abbritti: Posso aggiungere un'altra cosa? Perché gli ascoltatori potrebbero dire: "benissimo, nell'Aprile del '99 queste erano le conclusioni adesso sono cambiate".
Oliviero Beha: E sono cambiate?
Prof. Abbritti: No, non sono cambiate.
Perché negli ultimi due anni è stata promossa un'indagine conoscitiva dalla Conferenza Stato-Regioni proprio finalizzata a conoscere non il numero dei Medici Competenti ma lo stato di applicazione di questa norma importantissima sulla sicurezza.
Oliviero Beha: E dunque?
Prof. Abbritti: C'è un report preliminare che riguarda quattro regioni - Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Marche - che hanno preparato questo report nel Novembre 2001, quando gli amici nostri si proponevano come Medici Competenti, dal quale è emerso che in tutte e quattro le regioni l'attività di sorveglianza sanitaria nell'azienda, che è quella svolta dai Medici del Lavoro, è tra le attività svolte in maniera più adeguata e più soddisfacente; non solo, ma che circa il 96-97% delle aziende hanno, ad oggi, in queste quattro regioni, il proprio Medico Competente.
Oliviero Beha: Detto questo allora lei mi deve aiutare, Prof. Abbritti. Secondo lei, secondo voi, visto che lei è rappresentativo come abbiamo detto di una categoria, perché è stato aggiunto questo articolo?
Prof. Abbritti: Questo dovrebbe chiederlo a chi l'ha proposto.
Oliviero Beha: Non si preoccupi che glielo chiedo, ma prima lo chiedo a lei. Voglio sapere qual è il motivo se secondo lei.
Prof. Abbritti: Io non lo so se qualcuno può aver detto in alcune regioni d'Italia c'è un maggiore bisogno rispetto ad altre per cui alcuni Medici del Lavoro si spostano da una parte all'altra, ma questo è normale in uno stato come il nostro dove c'è un regime di domanda/offerta.
Oliviero Beha: Comunque lei a livello di risposte "l'hanno fatto per questo" non è in grado di dirmi niente di più che "forse non tornano i conti".
Prof. Abbritti: Io posso dire la mia ma questa non è una cosa che posso documentare a differenza di quello che ho detto fino ad ora.
Possono esserci state delle pressioni da parte dei colleghi Igienisti e Medici Legali che hanno trovato probabilmente una corsia preferenziale per affrontare questo problema.
E volevo aggiungere un'altra cosa prima che lei passi agli altri ospiti: già durante l'esame, prima che fosse approvato definitivamente, è stato sollevato un problema di "legittimità" nel senso che il Comitato per la Legislazione - relatore l'illustre Sergio Mattarella - nella seduta del 15/12/2001 e poi alla Camera dei Deputati hanno detto che questo articolo 1-bis aveva problemi di legittimità e ha impegnato la Camera formalmente il Governo a riconsiderare quanto previsto dalla legge.

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