Il portale del Medico del Lavoro Competente

Sezioni del portale

Ricerca

Login

Informazioni

Permesso di lettura:
Tutti gli utenti
Permesso di scrittura:
Utenti registrati

Network

Standards web

Valid XHTML 1.1! Valid CSS!

limiti degli accertamenti diagnostici

Questo argomento ha avuto 1 risposte ed è stato letto 224 volte.

milvio.piras

Nessun avatar per questo utente
Provenienza
Cagliari
Professione
Medico del Lavoro Competente
Messaggi
527
  • limiti degli accertamenti diagnostici
  • (08/09/2019 22:07)

Pongo alla vostra attenzione una questione che, ormai, la maggior parte di noi dà per scontata, da che ha cominciato la propria pluriennale o pluridecennale attività di medico competente: quali debbano essere i limiti degli accertamenti sanitari cui sottoporre i lavoratori nell’ambito delle visite mediche per la valutazione dell’idoneità alla mansione specifica e ben definita dai fattori di rischio presenti.
Tuttavia può sempre essere utile per i colleghi nuovi entrati in questo scintillante settore.
Riprendendo quanto disposto dal Decreto 81/’08, all’articolo 41 troviamo:
2. La sorveglianza sanitaria comprende:
a) visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua IDONEITÀ ALLA MANSIONE SPECIFICA;
b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di IDONEITÀ ALLA MANSIONE SPECIFICA. ……………..
c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente CORRELATA AI RISCHI PROFESSIONALI o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla MANSIONE SPECIFICA;
d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare L’IDONEITÀ ALLA MANSIONE SPECIFICA;
ecc….
4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche MIRATI AL RISCHIO ritenuti necessari dal medico competente. ……….

In linea di massima, ci si regola secondo il principio per cui, se un esame (o addirittura la visita medica) è giustificato dalla presenza di un RISCHIO SPECIFICO per un determinato organo o apparato, di entità superiore al limite per cui possa dirsi trascurabile o irrilevante per la salute, l’ESAME SPECIFICO diventa obbligatorio; in caso contrario, NO. Alcuni arrivano a sostenere che, in tal caso, sia addirittura vietato perché, andando ad indagare su aspetti che sono irrilevanti per la definizione del giudizio di idoneità ad un rischio che non esiste, si andrebbe a ledere il diritto alla riservatezza dei lavoratori e, potenzialmente, creare loro un sacco di problemi di discriminazione nell’ottenere o mantenere un impiego lavorativo. In altri casi, uno o più esami in più rispetto a quello che potrebbe essere giudicato come lo stretto indispensabile, possono essere proposti, ma non imposti, nell’ambito della promozione della salute, se i lavoratori sono d’accordo e il datore di lavoro accetta di farsene carico.
Siamo arrivati a considerare, dunque, che se non c’è una esposizione ad un RISCHIO, O PIÙ DI UNO, SPECIFICO (sempre che sia chiaro per tutti cosa si intende per RISCHIO SPECIFICO), la stessa visita non è giustificata, salvo altre particolari disposizioni di legge, ad esempio quelle relative alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti, pur nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento (sempre comma 4). Ma qui il discorso si complica parecchio, come vedremo oltre.

Tuttavia, riguardo al protocollo sanitario più in generale, l'articolo 18 dello stesso decreto, comma 1, lettere c) e g), (obblighi del datore di lavoro) dispone quanto segue: Il datore di lavoro … e i dirigenti … devono:
“nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto”.
Secondo una lettura di questo articolo che ne fanno alcuni, l’indicazione sarebbe chiara: la visita medica è sempre e comunque necessaria. Inoltre, nell’ottica di valutare la salute in generale dei lavoratori, essenziale per valutare le capacità e le condizioni degli stessi allo scopo di affidare loro qualunque compito lavorativo (non esclusi quelli privi di rischi specifici) in sicurezza, alcuni ritengono necessario estendere gli esami ematologici (comprendenti almeno l’emocromo, gli indici di funzionalità epatica e renale, la glicemia e l’assetto lipidico), un ECG almeno basale e magari una spirometria, a tutti i lavoratori, almeno in occasione della prima visita.
Un punto debole di questa visione sta nel fatto che, se la prima visita, così definita, è effettuata su un diciottenne sano come un pesce, a poco serve se poi non lo si visita mai più. Tutt’altro risultato si potrebbe avere se la prima visita viene fatta su un ultraquarantenne, caso tutt’altro che raro. Resta poi il problema della gestione dei dati, eventualmente indice di salute non perfetta, e del lavoratore interessato in un ambito privo di rischi particolari, con le possibili implicazioni che vi lascio immaginare (magari la perdita del posto di lavoro).
Prendendo ad esame un caso specifico – quello degli accertamenti finalizzati alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti – la questione assume altri aspetti interessanti: in alcuni casi, in alcune aziende, i lavoratori vengono assunti a condizione che abbiano la patente B, C, o superiore, anche se non necessariamente saranno impiegati da subito nelle mansioni per cui queste sono richieste (v. All. 1 Accordo 16/3/2006 e All. 1 Accordo 30/10/2007), riservandosi, il datore di lavoro, in caso di necessità, di assegnarvi uno o più lavoratori così selezionati e normalmente impiegati in altre attività non comprese, senza dover ogni volta scomodare il medico competente.

A differenza delle disposizioni sulle sostanze psicotrope e stupefacenti, ormai abbastanza chiare, quelle sull’alcol e lavoro continuano ad essere, invece, piuttosto ambigue e contraddittorie, non solo sulla metodica diagnostica da adottare, su cui il dibattito è aperto (Audit-C?, esami ematologici?, alcolemia? su aria espirata, sangue, urine …?), ma anche su chi sia tenuto a sottoporre i lavoratori agli esami quando questi non siano espressamente adibiti alle mansioni specifiche (medico competente? medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio? Frequentemente, addirittura, tali accertamenti vengono eseguiti nei laboratori privati convenzionati col datore di lavoro o con le SdS che gestiscono il servizio di medicina del lavoro, in totale assenza del medico competente, e su questa pratica gli OdV, pur essendone a conoscenza, non hanno nulla da dire. Salvo poi svegliarsi una mattina e sanzionare il medico competente per la sola colpa di aver accettato l’incarico a queste condizioni, come è la regola in tantissimi grossi enti, pubblici o privati).
Altra questione è se questi esami specifici debbano o possano essere da considerare parte integrante del protocollo sanitario disposto per la valutazione dello stato di salute in generale dei lavoratori, essenziale per valutare le capacità e le condizioni degli stessi allo scopo di affidare loro, in sicurezza, all’occorrenza anche incarichi di guida di mezzi con patente B o superiore, nell’ottica della lettura sopra esposta del disposto dall’art. 18, comma 1, lettere c) e g).

Qui mi fermo, in attesa delle vostre (prevedibili, in quanto sarebbero anche le mie, quasi certamente) considerazioni.

carlpam

Nessun avatar per questo utente
Provenienza
Padova
Professione
Medico Competente
Messaggi
756
  • Re: limiti degli accertamenti diagnostici
  • (22/09/2019 16:00)

In assenza di un rischio specifico NON SERVE indagare su aspetti che sono irrilevanti per la definizione del giudizio di idoneità (chi cerca l'ago nel pagliaio che non c'è neppure? )
In altri casi, uno o più esami in più rispetto a quello che potrebbe essere giudicato come lo stretto indispensabile,possono essere proposti, nell’ambito della promozione della salute,ma poiché molti,per consumismo sanitario si fanno gli “esami del sangue” una volta all'anno,perchè non possiamo richiederli in visione (direi di prassi !!! )
Anch'io considero che se non c’è esposizione ad un RISCHIO SPECIFICO la stessa visita non è giustificata e neppure necessari gli esami ematologici (l’emocromo, funzionalità epatica e renale, la glicemia e l’assetto lipidico), un ECG almeno basale, a tutti i lavoratori.
L'equivoco a mio avviso deriva dal fatto che la diagnosi di malattia si fa su visita ed esami ematochimici e strumentali MA LA DIAGNOSI DI SALUTE(pieno benessere fisico...ecc)COME SI FA ?
Ma è sul rischio specifico che mi sorgono poi mille dubbi assistendo a situazioni poco professionali di altri“tecnici“:il solo uso di un avvitatore (a mente di art 181/189/190) non giustifica una fonometria (vero comma 22: se non misuro come posso affermare che non c'è rumore per il quale sarei tenuto a misurarlo-art 190 2°co-per poi concludere che non serve un'audiometria) ma sulle polveri di qualunque specie (all.IV.p.to 2.2) escludendo silice ..ecc. ?
E per la MMC (all.XXXIII , ISO11228 P 1,2,3) senza alcuna valutazione o ove il lifting index è < 1 si deve fare sorveglianza? ( esempio negli uffici e magari partime al PC ) ma quando si può definire un carico troppo pesente?
Ma direi che è preliminare definire il rischio reale e secondo la mansione, ragion per cui è ESSENZIALE LA PARTECIPAZIONE ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria.(art 25,1°co)
E siamo alla solita polemica:il DVR non viene di fatto redatto con la nostra attiva partecipazione: ho trovato commenti che tendono a sostenere che la partecipazione si fa col sopralluogo(anch'io ho fatto un modulo di sopralluogo che contiene la giustificazione ) MA NON BASTA :L'ESCLUSIONE DALLA VALUTAZIONE é UN VULNUS ALLA NOSTRA PROFESSIONALITA'
e il mercato della consulenza ha troppo interesse a tenerci limitati alle visite su cui ci fanno pure la cresta ....!

MedicoCompetente.it - Copyright 2001-2019 Tutti i diritti riservati - Partita IVA IT01138680507

Privacy | Contatti