Buongiorno,
volevo raccogliere qualche esperienza su un caso che mi capita spess.
La non idoneità temporanea legata a problematiche reversibili di salute (di origine professionale oppure comune) dovrebbe comportare che la persona si metta in malattia fino a risoluzione del problema. I giorni di malattia, se questa fosse poi riconosciuta come professionale dovrebbe essere a carico dell'INAIL, altrimenti a carico INPS.
Ma se la persona si rifiuta di mettersi in malattia?
A qualcuno è capitato lo stesso? Come si è mossa l'azienda?
Andrea Angelo Bordiga
Vedo che molti hanno letto ma non lasciato messaggi.
Sono gradite anche opinioni indipendentemente dal fatto che vi siate trovati in questa situazione
Grazie
Andrea Angelo Bordiga
abordiga il 30/11/2009 04:25 ha scritto:
Vedo che molti hanno letto ma non lasciato messaggi.
Sono gradite anche opinioni indipendentemente dal fatto che vi siate trovati in questa situazione
Grazie
Guarda, credo che i problema sia il fatto che il lavoratore due cose può fare, di fronte ad un simile giudizio di idoneità:
a) accettarlo, ed allora si pone in malattia sino alla data del nuovo accertamento
b) lo contesta alla ASL competente
La situazione che tu descrivi esula dalla tua stretta competenza, ed apre una vertenza tra azienda (che avendo ricevuto un giudizio di non idoneità non può adibire alla mansione il lavoratore) ed il lavoratore stesso che, come ti ho scritto, non rispetta le regole... come poi una simile vertenza possa ricomporsi, lo ignoro.
Grazie della risposta,
so che esula dalla mia competenza occuparmene (io ho infatti detto all'azienda di contettare il loro legale) era per "cultura generale"...
In ogni caso la seconda ipotesi che mi fai non risolve il problema: se nell'attesa della visita presso la ASL il lavoratore si presenta comunque in azienda?
sportgooffy il 30/11/2009 04:38 ha scritto:
Guarda, credo che i problema sia il fatto che il lavoratore due cose può fare, di fronte ad un simile giudizio di idoneità:
a) accettarlo, ed allora si pone in malattia sino alla data del nuovo accertamento
b) lo contesta alla ASL competente
La situazione che tu descrivi esula dalla tua stretta competenza, ed apre una vertenza tra azienda (che avendo ricevuto un giudizio di non idoneità non può adibire alla mansione il lavoratore) ed il lavoratore stesso che, come ti ho scritto, non rispetta le regole... come poi una simile vertenza possa ricomporsi, lo ignoro.
Andrea Angelo Bordiga
abordiga il 30/11/2009 05:20 ha scritto:
Grazie della risposta,
so che esula dalla mia competenza occuparmene (io ho infatti detto all'azienda di contettare il loro legale) era per "cultura generale"...
In ogni caso la seconda ipotesi che mi fai non risolve il problema: se nell'attesa della visita presso la ASL il lavoratore si presenta comunque in azienda?
Il giudizio di idoneità va rispettato, se il lavoratore si presenta in azienda il datore di lavoro non può lasciarlo lavorare. Naturalmente penso che tu abbia già verificato l'assenza di una mansione alternativa cui il lavoratore risulti idoneo.
Saluti
Gennaro Bilancio
Siccome temo di non aver capito bene, mi puoi spiegare il motivo per cui il lavoratore deve mettersi in malattia?
Gennaro Bilancio
oltre al dubbio di gennaro mi viene un altro dubbio proprio di ordine pratico, ovvero non capito bene cosa si intende per "il lavoratore si mette in malattia": si intende che il lavoratore va dal curante e "si fa dare" che so, sei mesi di malattia, a seconda della temporaneità che il medico competente ha messo sul certificato di inidoneità?
Il motivo è che in azienda non ci sono mansioni compatibili con il suo stato di salute. Ovvero tutte le mansioni sono rischio di movimenti ripetitivi degli arti superiori e quasta lavoratrice ha una epitrocleite che si porta dietro da qualche mese e per è in previsione un intervento chirurgico
Gennaro il 30/11/2009 05:43 ha scritto:
Siccome temo di non aver capito bene, mi puoi spiegare il motivo per cui il lavoratore deve mettersi in malattia?
Andrea Angelo Bordiga
Esatto, intendevo la malattia prescritta dal proprio medico di base
maalox il 30/11/2009 06:33 ha scritto:
oltre al dubbio di gennaro mi viene un altro dubbio proprio di ordine pratico, ovvero non capito bene cosa si intende per "il lavoratore si mette in malattia": si intende che il lavoratore va dal curante e "si fa dare" che so, sei mesi di malattia, a seconda della temporaneità che il medico competente ha messo sul certificato di inidoneità?
Andrea Angelo Bordiga
se fossi il mc di questa azienda penserei ad una sospetta malattia professionale, e valutato il caso compilerei il primo certificato per l'inail oltre che gli altri adempimenti, mi parrebbe un percorso logico per cominciare a gestire questa vicenda. da come è stato posto il tuo intervento però credo tu lo abbia già fatto.
poi collaborerei con il dl ed il lavoratore per cercare una soluzione temporanea se possibile, quindi se il curante riconosce dei giorni di malattia nel frattempo mi parrebbe anche un fatto opportuno dato che soprattutto nei casi acuti il riposo funzionale è importantissimo in questo tipo di malattia (sperando che il curante sappia sempre che tipo di lavoro svolge il proprio assistito!!), ma in questo caso se è in attesa di intervento mi pare non ci saranno grossi problemi almeno entro limiti ragionevoli. di più non saprei che fare.
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