
La prevenzione dei rischi psicosociali richiede di discutere come si lavora, quali carichi si assegnano e quanto sostegno si offre alle persone. Nella Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, dal 19 al 24 ottobre 2026, il contributo del Medico Competente si misura anche sulla capacità di portare queste domande nelle decisioni aziendali.
Un servizio di ascolto può aiutare chi attraversa una difficoltà. Non può decidere i turni, ridistribuire un carico eccessivo o impedire che un addetto resti solo davanti a un utente aggressivo. Sono scelte aziendali sulle quali la prevenzione deve poter intervenire. Lasciarle fuori dalla discussione significa chiedere al sostegno individuale più di quanto possa dare.
La Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, dal 19 al 24 ottobre 2026, accompagna l'avvio della campagna EU-OSHA "Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028: Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro", presentata a Bruxelles il 13 ottobre. La campagna non introduce nuovi obblighi sanitari: propone dati, strumenti e pratiche di prevenzione. Per il Medico Competente, la questione è quanto spazio trovino le osservazioni raccolte in ambulatorio e durante i sopralluoghi quando in azienda si decide come lavorare.
Nel quadro EU-OSHA sui rischi psicosociali, il punto di partenza è l'organizzazione del lavoro. Carichi incompatibili con il tempo disponibile, richieste contraddittorie e ruoli poco chiari sono condizioni da esaminare. Lo stesso vale per la scarsa autonomia, il mancato coinvolgimento nei cambiamenti, l'assenza di sostegno da parte di colleghi e superiori, le molestie e la violenza. Attribuire il disagio alla presunta fragilità di chi lo manifesta può risparmiare all'azienda domande scomode, ma non aiuta a individuare il rischio.
L'indagine OSH Pulse 2025, su 25.688 lavoratori dell'UE, dà una misura del disagio riferito: il 29% degli intervistati ha dichiarato stress, ansia o depressione causati o aggravati dal lavoro nei dodici mesi precedenti. È un dato autoriferito, non una prevalenza di diagnosi cliniche. Questa distinzione riguarda anche il lavoro quotidiano del medico. Le condizioni di esposizione, il disagio riferito e la diagnosi clinica richiedono valutazioni diverse. Stress lavoro-correlato, burnout, disturbi d'ansia e depressione non sono sinonimi. Usarli come tali rende meno precisa sia la lettura dei problemi organizzativi sia la tutela della persona.
Gli articoli 25, 28 e 41 del D.Lgs. 81/2008 restano i riferimenti per la collaborazione alla valutazione dei rischi, lo stress lavoro-correlato e la sorveglianza sanitaria. La metodologia INAIL del 2017 prevede che il Medico Competente, ove nominato, partecipi fin dall'inizio al gruppo di gestione della valutazione, insieme al datore di lavoro o ai dirigenti delegati, al RSPP/ASPP e ai RLS/RLST.
È un contributo che dovrebbe incidere già sulla scelta dei gruppi omogenei. La conoscenza dei reparti aiuta a capire se i lavoratori riuniti nello stesso gruppo condividano davvero condizioni organizzative simili. Aiuta anche a leggere gli indicatori di contenuto del lavoro, come carichi, ritmi e orari, e quelli di contesto, come ruolo, autonomia e relazioni, alla luce di ciò che accade durante il turno.
Tra gli eventi sentinella figurano le richieste di visita oltre il programma periodico e le segnalazioni formalizzate di disagio o conflitto. L'articolo 41, comma 1, lettera b, prevede che la richiesta del lavoratore sia ritenuta dal Medico Competente correlata ai rischi professionali. Un aumento delle richieste merita attenzione, ma da solo non dimostra un nesso causale o una malattia professionale. Va letto insieme ad assenze, turnover, trasferimenti e infortuni.
La valutazione è collettiva e organizzativa. Non va trasformata in uno screening psicologico o psichiatrico generalizzato, e i questionari impiegati per valutare il rischio non sono strumenti di diagnosi individuale. La sorveglianza sanitaria ha invece il compito di tutelare il lavoratore nei casi previsti dalla normativa. Al gruppo di valutazione il Medico Competente restituisce osservazioni aggregate e anonime, senza condividere informazioni cliniche riconducibili alle persone. Il segreto professionale è una condizione di questa collaborazione.
Immaginiamo un servizio a contatto con il pubblico dove in pochi mesi arrivano più richieste di visita, accompagnate da racconti di diverbi con gli utenti, code difficili da gestire e tempi di risposta vissuti come insostenibili. Ogni lavoratore richiede attenzione sul piano individuale. La ricorrenza delle segnalazioni suggerisce anche di esaminare il funzionamento del servizio, senza anticipare conclusioni sull'origine professionale dei disturbi.
Nel confronto con direzione, RSPP e RLS, mantenendo anonima la restituzione, il Medico Competente può proporre di verificare come si regolano gli accessi e che cosa accade nelle fasce di maggiore affluenza. Occorre capire se l'addetto possa chiamare aiuto in caso di aggressione, se lavori da solo, quali procedure o protezioni siano disponibili e se dopo un'interazione critica abbia il tempo di fermarsi. Sono aspetti sui quali si possono formulare proposte e assegnare responsabilità.
Gli interventi andranno poi verificati: quali indicatori seguire, quando riesaminarli, chi se ne occupa. Anche un'iniziativa formativa ben costruita rischia di lasciare intatto il problema se le condizioni che lo alimentano non vengono discusse.
I programmi territoriali mostrano quanto siano diversi i problemi da affrontare. In Piemonte, l'apertura di "AstiSi'cura", prevista ad Asti il 19 ottobre, è collegata alla campagna sulla salute mentale. In Lombardia, l'incontro del 21 ottobre a Mantova è dedicato al reinserimento dopo infortunio o malattia professionale. I calendari comprendono anche sicurezza stradale, rischio chimico e da calore.
Sul portale della campagna sono disponibili le prime guide e schede; altri approfondimenti, anche su assistenza sociosanitaria, rischi fisici e sostegno alla salute mentale, sono previsti nel 2027 e nel 2028. Questo materiale, con il manuale INAIL, possono aiutare a preparare il confronto aziendale, anche nella riunione periodica prevista dall'articolo 35.
Il seguito più utile di questa settimana sarebbe una discussione aziendale che si chiuda con qualche decisione verificabile. Per il Medico Competente significa chiedere quale risposta abbiano ricevuto le osservazioni già portate al gruppo di valutazione, e tornare su quelle rimaste senza seguito.
Ai colleghi del Forum proponiamo di partire dalle esperienze: quale intervento sull'organizzazione del lavoro ha dato seguito concreto alla valutazione dello stress lavoro-correlato?
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