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Tbc, "epidemia colposa e lesioni" Medici competenti e dirigenti, sette indagati al Gemelli (21 Set 2011)

Tbc,

Sei persone, (tra medici, medici competenti e amministrativi) in servizio al Policlinico Gemelli, e il medico di base che visitò l'infermiera, poi ammalata di tubercolosi, sono state iscritte sul registro degli indagati della procura di Roma per i casi di tbc che hanno coinvolto più di cento bambini venuti alla luce quest'anno.

Secondo gli inquirenti una intera struttura di controllo del Policlinico Gemelli non ha funzionato. L'infermiera, ritenuta origine della diffusione della infezione da Tbc, nel 2005 era risultata positiva. Ma da allora nessuno si è preoccupato di richiamarla. Per questo sono accusati, dal pubblico ministero, il "datore di lavoro", un dirigente dell'ospedale e le due figure da lui delegate per i controlli sul personale: il capo di neonatologia e un funzionario amministrativo.

Inoltre due "medici competenti" che avrebbero dovuto visitare la donna; il loro coordinatore e il medico curante della donna, che non si accorse, per un lungo periodo dello stato in cui era la sua assistita.

Intanto è stato accertato che l'infermiera affetta da Tbc che potrebbe aver contagiato più di cento bambini nati quest'anno al Gemelli, non era stata più sottoposta a visita medica dal 2005. Sei anni fa la donna era risultata positiva: scagionato il marito (anche lui infermiere presso un'altra struttura) colpito da una forma non contagiosa, e l'infermiera, che all'epoca lavorava presso il reparto di fisiopatologia polmonare, che era probabilmente entrata in contatto con un malato.

Benchè le disposizioni interne all'ospedale prevedano che il personale affetto da Tbc sia sottoposto a controllo medico obbligatorio ogni due anni, alla signora fu detto di presentarsi per un nuovo accertamento nel 2006, dunque un anno dopo. Ma quel controllo non avvenne mai. La donna, alla quale probabilmente fu detto che la positività poteva dipendere dal vaccino, non pensò più a farsi controllare. E, in ogni caso, non fu mai chiamata per le rituali visite.

Dal febbraio 2010, l'infermiera era poi passata a neonatologia e tutto era andato per il verso giusto fino a questa estate quando la malattia ha presentato i primi sintomi che il medico di base, secondo chi indaga, non è stato in grado di individuare.

(da La Repubblica del 21 settembre 2011)

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