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Articoli del mese

Articolo del Mese

Codice etico professionale per gli operatori di Medicina del Lavoro (Giugno 2002)

Codice etico professionale per gli operatori di Medicina del Lavoro

Codici etici professionali per operatori di Medicina del Lavoro, distinti da quelli per medici di base, sono stati adottati nel corso degli ultimi dieci anni in vari Paesi. Esistono diverse ragioni del crescente interesse per gli aspetti etici della Medicina del Lavoro sia a livello nazionale che internazionale.

Una di queste è il maggior riconoscimento delle complesse e talora contrastanti responsabilità degli operatori di Medicina del Lavoro nei confronti dei lavoratori, dei datori di lavoro, del pubblico, delle autorità competenti e di altri organismi (come quelli preposti alla salute pubblica, al lavoro e alla sicurezza sociale e alla giustizia).

Un'altra ragione sta nell'accresciuto numero di operatori nel campo della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro a seguito dell'istituzione obbligatoria o spontanea dei servizi di medicina del lavoro.

Un altro elemento ancora è l'adozione in medicina del lavoro di un approccio interdisciplinare e integrato che richiede una partecipazione via via crescente nei servizi di medicina del lavoro di specialisti provenienti da varie professioni.

Autore
International Commission on Occupational Health (ICOH)

Vaccinazioni e idoneità al lavoro degli operatori sanitari (Maggio 2002)

Vaccinazioni e idoneità al lavoro degli operatori sanitari

Il tema dell'idoneità al lavoro è per tradizione culturale e legislativa argomento che occupa un ruolo preminente nell'attività del medico del lavoro.

Nella sorveglianza sanitaria del medico competente ci sono aspetti ben chiariti e zone d'ombra. Il tema di cui si parla questo mese (lo spunto viene dato da un articolo tratto da un Convegno svoltosi a Pisa) è sicuramente uno di quelli che sta in una zona d'ombra!

Il D.P.R. 303/56 non parlava in maniera esplicita del giudizio di idoneità specifica alla mansione come atto conclusivo delle visite periodiche, ma la giurispudenza che negli anni a venire ha avuto come oggetto del giudicato l'attività del medico d'azienda, ancora prima della recente normativa, ha stabilito i limiti e il contenuto di tale atto medico-legale.

Il D.Lgs. 626/94 ha stabilito in maniera conclusiva e per tutti i rischi professionali l'obbligo da parte del medico competente di informare il datore di lavoro e il lavoratore interessato ogni volta che si presentasse la necessità di formulare un giudizio di non idoneità o di idoneità con prescrizione.

Autori
Prof. Alfonso Cristaudo - Dr. Vittorio Gattini - Dr. Giovanni Guglielmi - Dr. Rodolfo Buselli - Dr. P. Coli

L'attività svolta dal CNSML per la Medicina del Lavoro italiana (Aprile 2002)

L'attività svolta dal CNSML per la Medicina del Lavoro italiana

Ci sembra importante far conoscere l'attività finora svolta dal Coordinamento dopo la recente modifica al D.Lgs. 19 Settembre 1994, n.626 introdotta dall'Art. 1-bis della legge 8 Gennaio 2002 n. 1, che estende agli specialisti in igiene e medicina preventiva e a quelli in medicina legale e delle assicurazioni la facoltà di svolgere compiti di tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro ("medico competente").

Ci siamo immediatamente compattati con l'unico scopo di difendere la professionalità e la "competenza" dello specialista in Medicina del Lavoro.

Per questo motivo e per coinvolgere altri colleghi elenchiamo le nostre principali iniziative intraprese dalla notizia della furberia fino al 28 Febbraio.

Autore
Coordinamento nazionale specialisti in Medicina del Lavoro

D.Lgs. 2 Febbraio 2002, n.25 (Marzo 2002)

D.Lgs. 2 Febbraio 2002, n.25

Il Presidente della Repubblica

  • Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  • Vista la direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 Aprile 1998, sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro;
  • Vista la legge 29 Dicembre 2000, n. 422 (Legge comunitaria 2000), ed in particolare l'art. 1, commi 1 e 2, e l'allegato A;
  • Visto il decreto legislativo 19 Settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni;
  • Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 Gennaio 2002;
  • Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, reso nella seduta del 31 Gennaio 2002;
  • Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 1 Febbraio 2002;
  • Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della salute, dell'economia e delle finanze, degli affari esteri, della giustizia, per la funzione pubblica e delle attività produttive;
Autore
La Redazione di MedicoCompetente.it

Esposto delle Società Scientifiche e delle Associazioni Nazionali di Medicina del Lavoro (Gennaio 2002)

Esposto delle Società Scientifiche e delle Associazioni Nazionali di Medicina del Lavoro

Esposto

  • al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi
  • al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Roberto Maroni
  • al Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia

presentato congiuntamente dalla Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (S.I.M.L.I.I.), dall'Associazione Universitaria di Medicina del Lavoro "Bernardino Ramazzini" (A.U.M.L.), dall'Associazione Nazionale dei Medici d'Azienda e Competenti (A.N.M.A.), dall'Associazione Italiana di Medicina Preventiva dei Lavoratori della Sanità (A.I.M.P.L.S.), dall'Associazione Italiana di Radioprotezione Medica (A.I.R.M.), dall'Associazione Nazionale Medici del Lavoro Pubblici (A.N.ME.L.P.), dal Coordinamento Nazionale Specialisti in Medicina del Lavoro (C.N.S.M.L.) e dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (C.I.I.P.) che riunisce tutte le associazioni mediche e non mediche competenti in tema di prevenzione negli ambienti di lavoro.

Autore
Associazioni Scientifiche e Professionali Italiane di Medicina del Lavoro

Riflessioni sulla sorveglianza sanitaria per gli esposti a sostanze cancerogene (Dicembre 2001)

Con il D.Lgs. 626/94 i compiti del medico competente (su cui, ovviamente, ricade l'onere della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischio cancerogeno) sono stati allargati, imponendogli un ruolo anche nelle attività più vicine alla vera e propria prevenzione primaria, così come si evince dall'art. 17-comma 1 h):

"congiuntamente al responsabile del servizio prevenzione protezione dai rischi, visita gli ambienti di lavoro almeno due volte all'anno e partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori....".

Inoltre il medico competente deve valutare e fornire pareri sulla valutazione dei rischi (art. 4 comma 6 D.Lgs. 626/94) offrendo la propria collaborazione al datore di lavoro e al responsabile del servizio di prevenzione e protezione in merito alla stesura del documento sulla valutazione del rischio.

Autori
Prof. Alfonso Cristaudo - Dr. Vittorio Gattini - Dr. Giovanni Guglielmi - Dr. Rodolfo Buselli - Prof. Franco Ottenga - Dr. Rodolfo Foddis - Dr. M. Guidi

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