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La “Relazione Annuale” sui risultati della sorveglianza sanitaria (art. 25 D.Lgs 81/08) e i dati di cui all'allegato 3B (art.40 D.Lgs 81/08): come utilizzarli per verificare lo stato di salute dei lavoratori? (Febbraio 2011)

La “Relazione Annuale” sui risultati della sorveglianza sanitaria (art. 25 D.Lgs 81/08) e i dati di cui all'allegato 3B (art.40 D.Lgs 81/08): come utilizzarli per verificare lo stato di salute dei lavoratori?

L'autore - Adriano Ossicini Dirigente Medico di II liv. della SMG Inail - dopo aver visionato la seconda relazione intermedia della "Commissione d'inchiesta del Senato sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette 'morti bianche' " recentemente resa disponibile online, torna ancora una volta sul tema caldo dell'Allegato 3 b.

Ricorda come entro il 31.12.2009 dovevano essere definiti con D.M i contenuti di detto allegato, e si augura, ma è solo un auspicio, che questo ritardo sia dovuto a qualche ripensamento sulla vera validità di come è stato "costruito" questo strumento.

Suggerisce un percorso diverso per un vero coinvolgimento dei medici competenti con un salto di qualità; abbandonare detto allegato e, invece, rendere disponibile anche per il SSN la relazione sanitaria annuale di cui all'art.25, 1 c. lett.i, studiando un "format condiviso" con la Conferenza Stato Regioni che aiuti a rendere fruibili questa gran massa di dati.

In questa maniera il contributo del MC non sarà un mero obbligo aggiuntivo, ma fondamentale per un auspicato cambiamento positivo.

Autore
Dr. Adriano Ossicini

I VACCINI IN MEDICINA DEL LAVORO: ESENZIONI E CONSENSO (Gennaio 2011)

I VACCINI IN MEDICINA DEL LAVORO: ESENZIONI E CONSENSO


Un ruolo chiave ed insostituibile nella sicurezza sul lavoro, relativamente al rischio biologico (Titolo X del D.Lgs 81/2008), è svolto dai vaccini specifici. Il fatto che i vaccini necessari a garantire la sicurezza sul lavoro abbiano indubbia natura di «trattamento sanitario» contemplato dall'art.32 della Costituzione comporta, però, inevitabili problematiche giuridiche riguardo la possibilità di imporre tali vaccinazioni ai lavoratori valutati come a rischio biologico.

Autore
Dr. Maurizio Del Nevo

La vigilanza rispetto al ruolo del Medico Competente (Dicembre 2010)

La vigilanza rispetto al ruolo del Medico Competente

Pubblichiamo come articolo del mese l'intervento della Dr.ssa Anna Maria Loi al Convegno "Il ruolo del medico competente nella valutazione dei rischi", svoltosi a Pisa il 5 novembre 2010.

La tabella n. 1 è scaricabile qui. Le altre tabelle a cui si fa riferimento sono quelle delle slides mostrate durante il Convegno stesso e che sono visibili qui.

In questa relazione sarà delineato il ruolo del medico competente nella VDR come si deduce dai compiti che gli vengono attribuiti in particolare dall'art. 25 del D.Lgs. 81/08 e successive modifiche. Soprattutto si terrà conto delle modalità di svolgimento dei suoi obblighi, in modo che possano soddisfare una possibile verifica dell'organo di vigilanza, sia dal punto di vista formale che dei contenuti. Si illustreranno anche alcune diverse forme di controllo delle attività di sorveglianza sanitaria sulla base delle più comuni modalità di intervento da parte dell'organo di vigilanza rappresentato dai servizi territoriali di prevenzione nei luoghi di lavoro.

Autore
Dr.ssa Anna Maria Loi

Ruolo professionale e autonomia del Medico Competente in un sistema integrato di gestione della sicurezza (Novembre 2010)

Ruolo professionale e autonomia del Medico Competente in un sistema integrato di gestione della sicurezza

Il medico competente, a prescindere dalla natura del suo rapporto contrattuale di dipendenza, di convenzione o altro, può ritrovarsi a operare all'interno di organizzazioni complesse, enti pubblici o privati, in cui è tenuto a rapportarsi non solo con le principali figure della prevenzione, previste dalla nota normativa, ma talvolta anche con altri uffici o settori, con impiegati, funzionari o dirigenti che svolgono funzioni aziendali cruciali e che per tale motivi possono intrattenere, sempre da un punto di vista funzionale e non gerarchico, rapporti diretti o indiretti con lo stesso professionista.

In questi contesti, focalizzare il corretto ruolo aziendale e garantire la necessaria autonomia del medico competente assume un'importanza rilevante.

Autore

Lo stato di salute dei lavoratori e il giudizio di idoneità: quale correlazione deriva dall’allegato 3 b? (Ottobre 2010)

Lo stato di salute dei lavoratori e il giudizio di idoneità: quale correlazione deriva dall’allegato 3 b?

Nell'ambito del dibattito in corso pubblichiamo un interessante articolo del Prof. Adriano Ossicini, Responsabile del Settore Prevenzione, Epidemiologia e Statistica della S.M.G. Inail, nonché membro del Direttivo SIMLII, che effettua alcune considerazioni critiche sulla validità dei dati rilevabili dalla compilazione da parte del Medico Componete dell'allegato 3 B, come ridisegnato dalla prossima uscita del decreto attuativo di cui all'art. 40 del D.Lgs 81/2008.

Viene segnalato, fra l'altro, che, contrariamente a quanto prospettato, dai giudizi di idoneità non potrà venire alcuna indicazione utile sullo stato di salute dei lavoratori.

Autore
Dr. Adriano Ossicini

Valutazione del rischio da parte del medico competente: assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa vigente (Settembre 2010)

Valutazione del rischio da parte del medico competente: assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa vigente

Il D.Lgs. 81/08, recentemente modificato e integrato dal D.Lgs. 106/09, ha specificato in modo decisamente più chiaro rispetto al precedente D.Lgs. 626/94 l'obbligo per il medico competente di collaborare con il datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione alle attività di valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro (cfr. comma 1 art. 25 cit. DL 81/08). Il mancato adempimento è pesantemente sanzionato.
La norma ha così stabilito una precisa funzione, non individuando successivamente le concrete modalità e le procedure attraverso le quali il medico competente possa svolgere tale compito e, quindi, in assenza di indicazioni su come ritenere assolto il relativo obbligo.
Tale situazione, in assenza di altre linee-guida o protocolli operativi espressi da parte di organi istituzionali o società scientifiche, ha disorientato i singoli professionisti determinando modalità di comportamento non univoche sul territorio nazionale, dalla semplice richiesta di allegare la relazione conseguente al sopralluogo periodico, a richieste di confronto più serrato con il datore di lavoro e l'RSPP fino alla redazione di allegati o veri e propri documenti sanitari di valutazione del rischio, in genere nelle aziende più complesse e dotate di strumenti e risorse adeguate messi a disposizione del medico competente.

Autore

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