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Le crociate del terzo millennio: dai "falsi invalidi" ai "falsi inidonei"? (Gennaio 2013)

Le crociate del terzo millennio: dai "falsi invalidi" ai "falsi inidonei"?

La legge di stabilità 2013 prevede accanto a nuove verifiche - 450.000 per il prossimo triennio - sui requisiti sanitari degli invalidi civili, anche una verifica, del tutto nuova ed inaspettata, dedicata al solo personale sanitario, pubblico e privato, dichiarato inidoneo alla mansione specifica da parte del Medico Competente o dalla Commissione ASL., al fine di valutarne la "reale inidoneità".

Viene commentata la norma in oggetto esprimendo forti perplessità sulla modalità di attuazione e concrete difficoltà per l'applicazione; viene inoltre segnalato che appare del tutto ignorata una relazione della Corte dei Conti, del novembre 2012, che si era espressa in maniera critica in merito alla validità e percorribilità delle "verifiche", qualora effettuate senza una "rigorosa valutazione sulla effettiva e uniforme correttezza degli accertamenti sanitari".

Autore
Dr. Adriano Ossicini

La Medicina del Lavoro in Gran Bretagna (Ottobre 2012)

La Medicina del Lavoro in Gran Bretagna

Il Dr. Roberto Ledda, Medico del Lavoro, MFOM, ci invia un resoconto del sistema britannico di Medicina del Lavoro (Occupational Health o Occupational Medicine), che pur essendo diverso in legislazione e tipo di offerta alle imprese è sostanzialmente una applicazione degli universali principi di quello che conosciamo nella Medicina del Lavoro. Il testo contiene qualche definizione in inglese (quando non c'è una appropriata traduzione) e qualche "web-link" per ulteriori chiarimenti. Le abbreviazioni più usate sono OH (Occupational Health), OHS (Occupational Health Service, in pratica una Società di Servizi o un istituto ospedaliero di Med Lav), OHP (Occupational Health Physician, il MdL!).

Autore
Dr. Roberto Ledda

Monitoraggio biologico dell’esposizione a IPA negli asfaltatori (Settembre 2012)

Monitoraggio biologico dell’esposizione a IPA negli asfaltatori

Il bitume è un materiale di origine naturale utilizzato in miscela con materiali inerti per produrre asfalto impiegato nelle opere di pavimentazione stradale. Il bitume contiene in piccole quantità idrocarburi policiclici aromatici (IPA), e perciò nell'attività di asfaltatura c'è un potenziale rischio di esposizione a questi composti organici. Mentre i fumi di bitume sono classificati dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel gruppo 3 (evidenze inadeguate di cancerogenicità per l'uomo), alcuni IPA sono invece classificati nel gruppo 1, 2A o 2B (certi, possibili o probabili cancerogeni per l'uomo) . Gli IPA si originano dalla combustione incompleta di materiali organici e per questo motivo sono presenti come inquinanti sia degli ambienti di vita che di lavoro. L'esposizione a IPA può avvenire per via inalatoria, dermica (per contatto con materiali sporchi o per deposizione aerea) o gastrointestinale. Dato che le sorgenti e le vie di esposizione a IPA sono molteplici, il monitoraggio biologico è lo strumento più adatto per valutare l'esposizione complessiva. A tal fine viene utilizzata da alcuni anni la misura del metabolita urinario del pirene, 1-idrossipirene .Scopo di questo lavoro è stato la valutazione dell'esposizione a IPA in addetti ad opere di asfaltatura in ambito autostradale, mediante misura di 1-OHPyr. Inoltre è stata valutata l'influenza di alcuni fattori lavorativi e/o personali sull'escrezione di 1-OHPyr.

Autore

La collaborazione del medico competente alle attività di valutazione dei rischi in azienda (Settembre 2012)

La collaborazione del medico competente alle attività di valutazione dei rischi in azienda

Il comma 1 lettera a) dell'articolo 25 del D.Lgs.81/08 prevede l'obbligo per il medico competente di collaborare con il datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione alle attività di valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro. Il mancato adempimento è pesantemente sanzionato dall'articolo 58 del D.Lgs. citato: con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 400 a 1600 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lettera a) con riferimento alla valutazione dei rischi.

La norma ha così stabilito una precisa funzione, senza specificare le concrete modalità, i contenuti minimi e le procedure attraverso le quali il medico competente possa assolvere tale obbligo. Tale situazione, in assenza di linee-guida o protocolli operativi emessi da parte di organi istituzionali, ha disorientato i singoli professionisti determinando modalità di comportamento non univoche sul territorio nazionale e sfociando, in alcuni casi, in contenziosi con gli Organi di Vigilanza e, addirittura, in procedimenti penali nei confronti del medico competente.

Autori
Prof. Alfonso Cristaudo - Dr. Ernesto Ramistella - Dr. Azelio De Santa - Dr. Pier Francesco Canalis

Prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel personale sanaitario (Luglio 2012)

Prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel personale sanaitario

Si è svolto recentemente il convegno sul tema: Il Diritto alla sicurezza: prevenzione, protezione ed eliminazione del rischio di infezione per gli operatori sanitari - Analisi e riflessioni sul recepimento della Direttiva 2010/32/UE in materia di "prevenzione delle ferite da taglio o da punta"; il convegno si è tenuto nella Sala Capitolare delChiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Senato della Repubblica.

L'incontro, voluto e presieduto dal Vice Presidente Vicario della Commissione Igiene e Sanità, Sen. Domenico Gramazio, è stato patrocinato dal Senato della Repubblica e dall'Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, presieduta dal Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Sen. Antonio Tomassini, e organizzato in collaborazione con il Gruppo Phase (People for Healthcare Administration, Safety and Efficiency) .

Pubblichiamo inoltre la Position Paper di Phase su questi infortuni (qui)

(continua)

Autore

Il mesotelioma maligno della pleura raccontato da un giornalista, una delle vittime dell'amianto (Aprile 2012)

Il mesotelioma maligno della pleura raccontato da un giornalista, una delle vittime dell'amianto

Pubblichiamo l'emozionante articolo che il Direttore del giornale "Il Monferrato" di Casale M. ha scritto pochi giorni dopo che gliela stata fatta diagnosi di mesotelioma, nel 2011. Marco Corcelli è deceduto il 15 marzo scorso. Il "Monferrato l'ha pubblicato il 25 marzo.

"Mesotelioma maligno epiteliomorfo. Il verdetto sta lì, in tre parole. Con la terza - mi hanno spiegato - che sa di speranza, perché indica la forma meno aggressiva di questo tumore. Il tumore dell'amianto. Quella che meglio si può provare a combattere, con maggiori speranze di sopravvivenza. E io ci proverò.
Ma quelle tre parole, così nitide su un referto medico che non ha bisogno di aggiungere troppe spiegazioni, da martedì 25 gennaio sono la mia stella di David, il segno di una diversità - chiamiamola malattia - che dentro di me ha cambiato tutto.
Fino alla vigilia di Natale, un mese prima, ho lavorato e vissuto a testa bassa: con frenesia, fretta, con la passionaccia benedetta e maledetta di un lavoro che ti tiene incollato in redazione anche 14 ore al giorno.

Poi, proprio alla sera della vigilia, una tosse insistente ha fatto suonare il primo campanello. Un'influenza banale, solo un po' insistente, come quella che va di moda quest'anno? Il prossimo anno sarà meglio fare il vaccino?".

Autore
Marco Corcelli

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